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		<title>Playlist Aprile 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 22:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aprile 2013: torna il Grunge perchè  Queens of The Stone Age e  Mudhoney decidono così. Ma a New York il numero giusto è solo 80. Ai Vampire Weekend non interessa, per loro è solo rock'n'roll. Per The National è solo newave. Per le classifiche è solo deep. Per Wasabi è una gran playlist. Godetevela.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Wasabi Radio anche questo mese ha scelto 50 canzoni. Siamo ad aprile, un terzo del 2013 è andato e finalmente si torna a respirare un po’ di anni ’90.  Eh sì, dopo il revival dei sessanta, dei settanta, e nel 2012 degli ottanta, era anche d’obbligo. Solo in parte in realtà ma sarà sufficiente per giustificare il ritorno dei Queens of The Stone Age e quello dei Mudhoney che trovate in questa playlist con i rispettivi nuovi singoli. I primi fanno con questo singolo la stessa cosa che fanno da sempre e quindi viene da urlare di gioia, i secondi anche, e cia ggiungono quell’ironia un po’ alla Iggy Pop che li contraddistingue.. Ancora anni ’90: torna Tricky, e visto che la tendenza degli ultimi mesi è stato il dubstep, non sarà male ascoltare il trip hop da chi l’ha portato al successo. Se però guardate con diffidenza alle sonorità più scure ce n’è anche per voi in questa lista  Ci sono ancora prepotenti gli anni ‘80 per esempio, con i i Friends di New York e con i Peace. Poi c’è il pop, che fa tanto primavera, con   Noah and The Whale, anche per loro nuovo singolo.  Alcuni nomi non vi diranno moltissimo perchè sono un po’ le nostre solite scommesse, ma non giocate con noi, tendiamo spesso alla vittoria. Altri nomi invece vi faranno gridare di gioia. Ve ne dico uno: The National, li troviamo qui con ben due singoli, Demons e Don’t Swallow The Cap. Un’eccezione che abbiamo riservato solo a un’altra band: Vampire Weekend, la cui scommessa abbiamo vinto anni fa. Esce il 5 maggio il nuovo album e nel frattempo noi suoniamo due brani, Step e Diane Young, una specie di inno al rock’n’roll classico. Bella sorpresa anche il ritorno di  The Veils, di Just Jack e degli Ok Go. Ma se l’indie, il rock o il pop vi sta stretto, siete nel periodo giusto perchè questa è l’era dei deejay, così dopo Wankelmut e The Magician, la strada sembra spianata per Chris Malinchak che con So Good to Me convince tutti, scommettiamo? Non si vince nulla, se non un bel po’ di buona musica che potete ascoltare 24 ore al giorno su Wasabi Radio, incluse le canzoni di questa playlist che trovate qui su youtube per intero e su Spotify, ma solo per i titoli già usciti perchè di 50 canzoni 15 sono anteprime. Buon ascolto!</p>
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		<title>Suede: Bloodsports</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 01:12:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Sensuali, surreali, popolari, viscerali, romantici, complessi, intimi, esplosivi, carnali, decadenti. Avrei voluto scrivere una recensione, ma sono troppo coinvolta. E' un post personale, non leggetelo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il problema della musica è nel tempo che inesorabile consuma i dischi. Ai miei tempi. Ora gli mp3 si perdono semplicemente nei giorni, sommersi da altri mp3. E molto più velocemente di quanto l’incidentale strappo della puntina rovinava in un secondo, indelebilmente, le fantasie costruite nei giorni, su una strofa o, peggio, su un bridge. C’erano stati i dischi dei sessanta, per quelli fortunati. Per i fortunatissimi quelli degli anni settanta. Noi da bambini rubavamo gli anni ottanta ai fratelli maggiori, e ballavamo coi fiocchi in testa e con le gonnine di voile, facendo finta di essere grandi. Ma i novanta! I novanta erano solo nostri. Delle rivoluzioni sognate. Delle pantere e autogestioni. Dei primi amori veri, quelli che non ti volevano e infatti erano amori veri, consumati e scostumati, ma solo nei pensieri. A bere birra scura sotto la cassa e ballare “la la la la”. Con la magliettina a righe e le All Star. A sognare Londra e un giorno in cui avremmo cambiato il mondo. E sarebbe stato vicino. Anche con i jeans strappati sulle ginocchia e le camicie a quadri che ricordavano l’America. Ma c’era così tanta Inghilterra in quei giorni della maturità.  C’era così tanta musica in quei primi Cd. Così tanta che quando li compravi, ti sembrava che il cellophane avesse il suo buon motivo per far resistenza, quasi nascondesse un tesoro. E solo il meglio sarebbe finito su una cassetta. E soltanto il meritevole numero uno, avrebbe avuto quella cassetta lì. Con su qualcosa di vecchio, tipo i Cure di A Forest e Soiuxie che &#8220;faceva tanto disadattati”, ma anche con il singolo nuovo di pacca degli Suede. Stay Together usciva il giorno di San Valentino del 1994. Qualcuno ebbe quella mia cassetta da sessanta, con in chiusura Stay Together. Non so, ancora oggi, se si fosse mai reso conto di quale grande tesoro avesse ricevuto. Non per vantarmi, ma di cassette come ne ho fatte, non ne ho mai avute in cambio. Mannaggia. Era colpa degli Suede, mi dicevo. Perchè gli Suede li puoi solo regalare. Se li ricevi significa che non li hai capiti abbastanza, che sei arrivato almeno secondo. Nel 1995 se ricevevi una cassetta con su i Blur e gli Oasis, eri ok. Se c’erano anche gli Suede , eri speciale.<br />
Questo era il prologo.<br />
Ora il finale: nel 2005, ben undici anni dopo l’uscita di Stay Together e  di quell’amore tradito,  mi innamorai follemente di un tale. Uno che mi volle solo per un mese esatto. Trenta giorni di passione. Un pomeriggio in cui eravamo in macchina mise su per me una canzone: era Stay Together. Rimasi di sasso. Forse fu per questo che poi se ne andò. Non poteva andare bene questa cosa dell’interscambio di intenti. In amore ci deve essere sempre uno che ne sa di più, o soffre di più o è più furbo o semplicemente è più avanti. Quella volta io non potevo starci ad essere sconfitta in quel modo, senza avvertire. E infatti lui se ne andò e io soffrii come un cane. Per fortuna,  così l’ordine naturale delle cose potè essere ristabilito. Ma ancora una volta di più detestai e amai alla follia quella canzone e gli Suede e gli anni novanta. Poi mi dissi: «Che mi importa? Tanto gli Suede si sono sciolti! E’ il duemilaepassa e il mondo è finalmente libero da tutta quella pesantezza, dagli amori non corrisposti e dagli intellettuali che fanno le cassettine». Mi ripresi a fatica e arrivarono tempi, non migliori, ma più semplici da gestire, con meno orpelli.<br />
Questo era il finale.<br />
Ora la parte di mezzo: nel marzo del 2013, a ridosso di un’apocalisse sfiorata, gli Suede, dopo vani tentativi di fine anni novanta, dopo inutili minacce da solisti, tornano con un nuovo album da studio. Si intitola Bloodsports. Ora non so lo Sports, ma il Blood, almeno per me, c’è di sicuro. Perchè è un disco degli Suede come erano gli Suede negli anni novantaemezzo. C’è tutto e quindi non posso recensirlo che così. E’ la prima volta in cui un ritorno sembra non soffrire del tempo che fu, perchè sembra non essere passato un giorno. Sensuali, surreali, popolari, viscerali, romantici, complessi, intimi, esplosivi, carnali, decadenti. Ironia della sorte: un concept in cui una storia di sesso diventa un storia d’amore. No, no, no. E’ una fiaba, non succede mai, ma allora, perchè suona così plausibile?  Se mi mettessi a dire cose a vanvera su una canzone piuttosto che su un’altra non renderei comunque l’idea di questo disco e per fortuna non mi paga nessuno per queste recensioni. Fatevi bastare quello che ho detto e credetemi se vi dico che è una recensione quantomeno esatta di Bloodsports. Amici adolescenti, salvatevi almeno voi, non ascoltatelo. Tutti gli altri: buon duemila amici degli anni novanta, ce la faremo.</p>
<p>Barbara Venditti</p>
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		<title>Album of the Day</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 2013 17:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<title>David Bowie: The Next Day</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 2013 00:46:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Barbara Venditti cura per Wasabi Radio la recensione di The Next Day di David Bowie. Un disco destinato a diventare il grande amore di molti, ascolto dopo ascolto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">«Come è bello il disco Rock del Duca Bianco del Glam.» Questo vien da dire al terzo ascolto di The Next Day. Al primo non si puo’ far altro che continuare a ripetere a se stessi: «David Bowie. E’ il nuovo disco di David Bowie, che emozione! Credevamo si fosse ritirato e dopo le ultime prove da studio non ci aspettavamo poi più molto. Anche se sono dieci anni che stiamo sperando. Che emozione. Si’ le canzoni, sì, ma che importa, le ascolterò bene poi, ora faccio zapping.» Il secondo ascolto lo si fa con un amico, qualcuno di cui si ha stima e a cui poter confessare, nelle pause tra i brani:«Sì, effettivamente è lui, c’è molto di Bowie in questo disco. Ma non sembra proprio proprio Bowie, Bowie. E’ più amaro, più distorto,  malinconico a tratti&#8230; vabbè quello da sempre. Ma non ti sembra un po’ arrabbiato?» E’ il quarto ascolto che innamora. Ed è all’improvviso ad ogni canzone come ascoltare la sua voce per la prima volta nella vita e capire che lo si amava già, anche da prima di conoscerlo. Duro è duro. Chissà se con sè stesso o con quel suo spettro celato dietro al riquadro bianco. The Next Day. Ero così. Punto. Senza rimpianto, rimorso, smarrimento o nostalgia. Where are We Now, il “singolo delle meraviglie” perchè regalo davvero inaspettato, ci aveva fatto sospettare che ci fossero un po’ di lacrime qua e là. Disorientato lui a cercare i resti della su vita nei giorni berlinesi, e disorientati noi che senza più i nostri punti fermi in playlist,  dalla cassetta da sessanta minuti alla lista orgogliosamente condivisa su Spotify, non abbiamo resistito alla tentazione di dire «Eh, quelli sì che eran tempi. Siamo due vecchi Noodles. E invece no! E’ un album brillante. Intelligente. Propositivo. Guarda a tutti i David Bowie che conosciamo rivisitandone forma e contenuto. Dagli echi ottanta della title track, al secondo singolo estratto che è un tripudio di chitarre distorte mischiate a cori ammiccanti. Passando per il suo primo vero amore, il sax, con cui conversa nella sincopata Dirty Boys. Pop e convincente nelle ballate Where Are We Now e Valentine’s Day, per poi tornare ai toni cupi degli anni berlinesi, sperimentale e crudo, come in  Love is Lost e How Does The Grass Grow.  Psicadelico, ma non di quella psicadelìa tanto di moda ora che scimmiotta i Beatles. Piuttosto di quella vera nata negli anni della Swinging London nei club fumosi di Londra, che qui c’è in I’d R Rather Be High, trasformata poi in quell’incomprensibile Newave tutta sua , in If You Can See Me. Semplicemente Rock’n’roll in You Will Set The World On Fire. Dance all’improvviso , ma alla sua maniera, con una tutina di fiamme o un negligè di voile, in dancing Out Of Space.  Anni ’60, come solo lui ha saputo essere con la sua Sorrow, in You Feel So Lonely I Could Die e poi di nuovo scuro e misterioso, terrificante in Heat. Prima di tre Bonus Track che sono l’una forse un omaggio a chi voleva qualcosa di proprio inconfondibilmente suo, l’altra un inchino a Tony Visconti e l’ultima una promessa per il futuro: I’ll Take You There. Vi porterò ancora lì. In quel posto dove da sempre ci incontriamo: nel cuore. Bentornato Maestro. </p>
<p>Ascolta The Next Day<br />
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		<title>Ascolta Wasabi Radio</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 00:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ascolta Wasabi Radio dal sito wasabiradio.com, in html5 e flash, con iTunes o Wmp. Oppure scarica l'App per iPhone e Android.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se sei arrivato qui, allora probabilmente stai già ascoltando Wasabi Radio, per l&#8217;apertura automatica del player pop-up. Ma se il tuo browser ne ha simpaticamente bloccato l&#8217;apertura, allora puoi ascoltare Wasabi Radio con un click sul player in questa sezione, subito sotto l&#8217;immagine. (O magari convincere il tuo browser ad aprire il Pop-up!). Il player funziona anche per iPhone e Pad ma se preferisci puoi scaricare l&#8217;App per iPhone da qui.</p>
<a href='https://itunes.apple.com/it/app/wasabi-radio/id392899466?mt=8' class='button blue' onclick='target="_blank"'><span class="button-none">iPhone App</span></a>
<p>Puoi ascoltare la tua radio con un click sul player già installato sul tuo computer. In questo modo scaricherai un file che poi verrà a aperto da iTunes o da Windows Media Player, che resterà in memoria nella tu playlist di brani. E&#8217; comodo, perchè quando vorrai potrai ascoltare Wasabi anche senza tornare su questo sito.</p>
<p><a href='http://eu2.my-shoutcast.net/tunein.php/wasabiradio/playlist.pls' class='button blue' onclick='target="_blank"'><span class="button-none">Ascolta con iTunes</span></a><br />
<a href='http://eu2.my-shoutcast.net/tunein.php/wasabiradio/playlist.asx' class='button green' onclick='target="_blank"'><span class="button-none">Ascolta con Windows Media</span></a><br />
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<!--
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		<title>Wasabi Radio&#8217;s Playlist Marzo 2013</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 21:53:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Duca Bianco del glam rock è più rock che glam, gli Suede sono loro stessi, i Primal Scream sono psicadelici e James Blake conferma un'intenzione. Le Haim volano alto mentre in Italia è solo uno il must: devi fare una canzone Pop. Se puoi, sennò come ti viene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align ="justify">Marzo 2013, una playlist certamente primaverile quella di questo mese come è giusto che sia per il periodo dell’anno. E allora è primavera perchè alcune promesse vengono mantenute, perchè ci sono cose nuove che daranno i frutti nei prossimi mesi e anche perchè, scherzosamente possiamo dire che alcuni escono dal letargo. E’ il caso di Primal Scream che ascoltiamo qui con il primo singolo in attesa dell’album la cui uscita è prevista per Maggio e di Suede, che invece anticipano con It Starts and Ends With You Bloodsport, in uscita proprio in questo mese, riproponendo un sound consueto, come ci avevano abituato negli anni &#8217;90 insomma. Capitolo promesse mantenute  che riguarda in modo particolare David Bowie, The Next Day è uscita il 7 Marzo e il duca bianco del glam rock si mostra in tutto il suo splendore, forse più rock che glam, come puo testimoniare questo secondo singolo The Star s(are out tonight). Ascoltatevi la canzone ma soprattutto guardatevi il video perchè vi sorprenderà. A proposito di sorprese, sapete chi ci ha sorpreso questo mese? Un giovane autore italiano, un po’ fuori dagli schemi, e un po&#8217; sopra le righe, direbbe qualcuno: si chiama Renzo Rubino e  in  questa playlist ì, dal suo Poppins, che è un po’ come la borsa di Mary Poppins abbiamo tirato fuori quello che sarà il nuovo singolo, cioè Pop. Ancora musica italiana con Colapesce, ma in questo caso è una conferma, così come è uan conferma, sempre per restare in tema di atmosfere raccolte il primo singolo estratto dal nuovo futuro album di James Blake. Che il ragazzo avesse i numeri ce l’aveva già detto. Tra le presennze da sottolineare ancora, il ritorno di Devendra Banhart, l’ennesimo grande successo per le Haim e qualche buon pezzo per I Am Kloot o per l’inedito Darween Deez.<br />
Tutto questo e molto di più in una playlist da oscoltare tutta d’un fiato, su youtube o su spotify, ma da ritrovare poi anche in programmazione su Wasabi Radio. info@wasabiradio.com per i vostri commenti , consigli o semplici saluti. E ricordate: dovete fare una canzone Pop se volete essere in airplay nazionale. Altrimenti passate dalle nostre parti, &#8216;chè qui è meglio. Bacetti.
</p>
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		<title>Wasabi Man</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 11:02:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;uomo Wasabi aspetta il futuro. Sa che ancora non è arrivato e per questo, con calma, attende. Mai immobile nelle intenzioni, però. L&#8217;uomo Wasabi crea. Di uomo Wasabi ne bastano un paio: in due avranno il coraggio di molti. Della rivoluzione dice che la si farà solo quando servirà davvero a qualcosa, e solo quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uomo Wasabi aspetta il futuro. Sa che ancora non è arrivato e per questo, con calma, attende. Mai immobile nelle intenzioni, però. L&#8217;uomo Wasabi crea.<br />
Di uomo Wasabi ne bastano un paio: in due avranno il coraggio di molti.<br />
Della rivoluzione dice che la si farà solo quando servirà davvero a qualcosa, e solo quando tutti potranno disporre degli stessi mezzi per realizzare i propri sogni. L&#8217;uomo Wasabi riflette sul suo grado di maturità, ma poi telefona a tre amici e si va a fare una birra. Qualcuno dice di lui che è un bambino. E&#8217; vero, per fortuna. Il Wasabi è vintage, cioè antico, quindi vero. Chiunque può vivere senza donna Wasabi, non lui, perchè non si accontenterà. L&#8217;uomo Wasabi è per molti, perchè senza di lui non ci si diverte. L&#8217;uomo Wasabi è umile e al servizio della gente, è&#8217; libertà e condivisione, per questo Wasabi è anche un po&#8217; anni 70, sì.<br />
L&#8217;uomo Wasabi ascolta una radio rock e sceglie Wasabi Radio. Quando non esisteva sapeva che qualcuno l&#8217;avrebbe inventata prima o poi.</p>
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		<title>Wasabi Woman</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 10:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il futuro è la donna Wasabi! Come il passato, del resto. La donna Wasabi funziona. Tradizionale e attuale, questo è il segreto. All&#8217;apparenza innocua, ma devastante. Di donna Wasabi ne basta poca, anche se poi sfiderà il tuo coraggio e ti convincerà ad averne un po&#8217; di più. Non ingombra e sta in bilico sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il futuro è la donna Wasabi! Come il passato, del resto. La donna Wasabi funziona. Tradizionale e attuale, questo è il segreto. All&#8217;apparenza innocua, ma devastante.<br />
Di donna Wasabi ne basta poca, anche se poi sfiderà il tuo coraggio e ti convincerà ad averne un po&#8217; di più. Non ingombra e sta in bilico sulle bacchette, anche se sa di non essere equilibrata. Qualcuno dice di lei che è amara, ma che averla accanto è l&#8217;unico modo per mandare giù le cose più crude della vita.<br />
La donna Wasabi pizzica, scotta, scalda quando fa freddo, ma è abbastanza umile da sapere che da sola non serve a niente. La donna Wasabi è intelligente e sa stare in disparte sul piatto, ma il mondo la rispetta perchè non cede ai compromessi, anche se chi non la conosce ride di lei.<br />
Chiunque può vivere senza Wasabi, ma con lei è meglio. I frequentatori di aperitivi trendy la considerano di gran moda, eppure, nonostante fingano di amarla, a loro non piace davvero, perchè non la conosceranno mai. La Wasabi è vintage. Anzi, è antica, cioè vera. Disprezza la sua imitazione imperfetta, a base di volgare rafano, perchè solo l&#8217;originale stimola il metabolismo e la digestione&#8230; della vita. E&#8217; per pochi, ma con quei pochi arriva sempre ad uno scambio. La Wasabi è piccola, è al servizio della gente, è libertà e condivisione, per questo Wasabi è anche un po&#8217; anni &#8217;70, sì.<br />
La donna Wasabi ascolta Wasabi Radio.<br />
Se ancora non esiste, la inventa.</p>
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		<title>Month Playlist Febbraio 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 11:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come le viole tu ritornerai, caro Dave Gahan. Tegan e Sara e puntano alle chart da dancefloor e The Flaming Lips ci fanno uscire fuori di testa.Assalto dei Bastille e conferme sparse in una playlist che potremmo definire così: bella. Buon Ascolto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">C’è qualcuno che ritira fuori la psicadelia e altri che invece si concentrano nel superare il grande ostacolo dell’indie: le classifiche. E’ un mese di ritorni in molti casi, se il mese scorso abbiamo avuto David Bowie questo mese ci sono i Depeche Mode, che tornano, non senza critiche, con una ballad dal titolo Heaven. La trovate in questa playlist così come trovate il ritorno degli strokese con One Way Trigger, una canzone  che davvero lascia spiazzati, per un paio di riconoscibili plagi , ma vi conviene ascoltare per giudicare, in fondo sono pur sempre gli strokes. Ingiudicabili invece The Flaming Lips, perchè come al solito non puntano a sorprendere ma a restre se stessi e cioè completamente fuori di testa. La sfida è guardare il video di Sun Blows Up Today, fino alla fine, senza incorrere nelle conseguenze tipiche da sostanze psicotrope. Non mancano i fenomeni del momento come Bastille e Palma Violets che comunque confermano una buona tenuta già da qualche mese, esattamente come per le nuove  uscite di Toro y Moi e Tame Impala, il cui terzo singolo da Lonerism vi piacerà tanto, forse più per il video però.  Sorpresa, sorpresa! Jim James dei My Morning Jackets esce con il suo disco da solista, ma in realtà l’aveva detto. Non è una sorpresa il fatto che Devendra Banhart, se esce con un sigolo subito va di diritto in programamzione su Wasabi e nenahce il fatto che prima o poi le gemelline canadesi Tegan and Sara avrebbero abbandonato quel gusto hipster dell’alternativismo a tutti i costi per gettarsi alla grande nel fantastico mondo delle classifihce. Closer, primo singolo da Heartrobe le porterà in alto o se non altro nei dancefloor.<br />
Non delude Johnny Marr col suo secondo singolo nè Richard Hawley con il suo ennesimo. Il meglio del momento forse ha il nome di Alunagerorge, che stavolta è presente con ben due singoli in questa classifica, uno firmato da loro e uno che invece porta la firma sempre più ricercata di Disclosure. Restando i tema R&#038;B, non potevamo ignorare il nuovo singolo di Jessie Ware, Wildest Moment, meraviglia, quasi come la collaborazioen tra Asap Rocky e Florence Welch. Si confermano eroi delle scene alternative Bat for Lashes, che escono con A wall, mentre Local Natives, non hanno nessuna presunzione eppure convincono.<br />
Tutto questo ma molto di pù  in una playlist cehe potete ascoltare in versione random o tutta d’un fiato, considerando però che i brani non sono inseriti in ordine alcuno se non quello della casualità e dunque alla fine un ordine c’è. </p>
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		<title>Playlist Gennaio 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 21:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Playlist]]></category>

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		<description><![CDATA[Un anno che inizia sotto una buona stella in musica, tra sorprese, ritorni e novità. David Bowie, Suede e Pulp, tra ragione e sentimento. Villagers, Haim e Palma Violets, alla conquista del 2013. Vibrazioni buone e buona anno a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno che inizia sotto una buona stella in musica, tra sorprese, ritorni e novità. David Bowie annuncia l&#8217;uscita del suo nuovo album con un singolo profondamente toccante in cui, senza cedere alla nostalgia, si interroga sul significato del tempo ricordando i suoi giorni berlinese. Tornano i PUlp e gli Suede, a portare avanti atmosfere ben conosciute ma che non smettono di far innamorare. Le Haim, decretate dalla BBC prime esponenti del &#8220;Sound del 2013&#8243;,  scalano classifiche e conquistano il mondo con quel mood che inneggia agli anni &#8217;80. Veronica Falls, Villagers e Swim Deep tengono testa a nomi ben più noti, confermando la tendenza del pubblico a indagare e non più a subire la pressione delle major. Palma Violets sono perfettamente calati nel ruolo dei nuovi adolescenti &#8220;spaccachitarre&#8221; mentre Everett degli Eels, se ne frega di tutti e fa il diavolo a quattro come sempre. Vibrazioni buone insomma, e buona anno a tutti.</p>
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		<title>Podcast Video Best 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 13:03:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si tirano le somme si delinea un profilo, si tenta di capire da che parte sono andati i musicisti e dove invece hanno volto lo sguardo gli ascoltatori, perchè non sempre le due cose si combinano alla perfezione. Se il trend della proposta non è poi piaciuto così tanto o se invece il trend  diventa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> Si tirano le somme si delinea un profilo, si tenta di capire da che parte sono andati i musicisti e dove invece hanno volto lo sguardo gli ascoltatori, perchè non sempre le due cose si combinano alla perfezione. Se il trend della proposta non è poi piaciuto così tanto o se invece il trend  diventa quel che piace. Partiamo dalla fruizione della musica ancor prima che dalla produzione. Che si fosse passati dal supporto fisico a quello digitale già ce l’avevano detto i due anni precedenti, quindi nessuna sorpresa se i grandi nomi del pop si sono lagnati tutto l’anno per aver perso quel piccolo tesoro d’elìte. Persino Prince s’è infine piegato al web, per ora solo con il video del singolo, per l’album poi si vedrà. Il tanto agognato capovolgimento di sorti tra web e Fm c’è stato finalmente anche se , non prorpio come avremmo immaginato. E’ stato il potere dell’ OnDemand a vincere. Ascoltare musica su youtube è più normale che ascoltarla da itunes, dal proprio ipod e infine anche dall’Fm. Il monopolio del web è il monopolio dei gusti del pubblico, che finalmente può scegliere tra l’ampia proposta dove non è più corretto parlare di indie o di major. Ma quanto dolce è navigar in questo mare? Eh, più che dolce, difficile. Se i mezzi ora sono tornati ad essere di tutti, se chiunque può trovare il suo spazio e fare la sua proposta, allora, qui, chi vince? Non corriamo troppo, i network, le major, le classifiche ci sono ancora. Ma quel che un tempo era l’hipster fastidioso, con su la maglietta che porta la scritta “Ascolto band che ancora non esistono” oggi, è un ragazzetto qualunque che legge i blog che parlano di musica. E non per forza Pitchfork. E’ un’ottima notizia questa, perchè anche se la qualità bisogna cercarsela sempre più spesso da soli, chi ha talento ha la possibilità di metterlo alla prova, anche se con un piccolo pubblico.La domanda speranzosa finale è: torneranno i produttori a fare il loro mestiere? Ci auguriamo di sì.E ora il sound. Come suona questo 2012? Come ha suonato per tutto l’anno?Dopo aver ritirato fuori dall’armadio i vestiti anni ’60; esserci colorati la faccia di nero e cotonato i capelli per essere più “seventies”; dopo aver inneggiato a tutto quel che ricordasse gli anni ’80 tranne che alle spalline, quest’anno finalmente siamo tutte queste tre cose insieme. Ma se le sporcature vintage non smettono di infastidire i puristi dell’elettronica, la parola che più è piaciuta a tutti, probabilmente anche a Belle&#038;Sebastien , dunque dal pop al rock, è Dubstep. Con le dovute eccezioni naturalmente, perchè anche quest’anno il brit pop s’è tenuto alto nel vigore dei suoi rimasugli. Ma, se dovessimo dividere la torta nelle sue parti, o più precisamente nei suoi ingredienti, la composizione della ricetta sarebbe impensabile. Un po’ come nella cucina molecolare, le cose impossibili succedono e la mousse più buona è quella in cui si mischia l’acqua con il cioccolato. Così da un lato c’è il garage rock sixties delle sonorità americane da Los Angeles, e  uno sguardo alla nuova psicadelia; nel mezzo resta spazio per l’immancabile Brit Pop che ha visto band fino a ieri  definite indie, entrare nelle top 40 dei network europei e  americani; dall’altro l’hip hop che torna alle origini e l’R&#038;B più classico che si arricchisce di giovani rapper da mille parole al minuto. Il tutto aromatizzato da una spruzzata di jazz e mescolato in un vortice di musica elettronica. E il ritmo appunto è dubstep. Significa che va veloce,  arriva nel profondo, ma si ferma all’improvviso e quando non te l’aspetti riparte. Un po’ come questo mondo in fondo, dove tutti, a modo loro, hanno tentanto di dare interpretazioni di quel che hanno visto. E quando dico tutti intendo tutti. E’ twitter che ce lo chiede.<br />
Wasabi Radio ha diviso la Best 2012 quest’anno in tre classifiche, da un alto gli album, venti italiani e dieci invece dedicati solo agli artisti italiani, e dall’altro la Top 40 delle 40 migliori canzoni dell’anno a nostro avviso, pescando fra i singoli, alcuni dei quali fanno parte degli album già citati e altri invece sono exploit di artisti che magari nel 2013 diranno qualcosa di più con un album. Anche se la tendenza generale è quella di abbandonare l’uso degli LP per un a sempre maggiore attenzione alle canzoni singole. E qui è il web che ce lo chiede.</p>
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		<title>Port Of Morrow  &#8211; The Shins</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 19:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A tratti Port of Morrow non è come The Rifle's Spiral o Simple Song, ma possiamo più che accontentarci. Ad averne di canzoni come queste e di voci come quella di James. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>< p align ="justify">Ecco il ritorno tanto atteso. James Mercer finalmente abbandona i progetti alternativi e fa un disco con The Shins. Ma è un modo di dire, nel senso che la line up è rinnovata, c&#8217;è nuovo produttore, per una nuova etichetta di cui è titolare, insomma, un nuovo ciclo.  Ecco perchè Wasabi Radio inserisce Port of Morrow così in alto in classifica, per augurargli buona fortuna, visto che dagli anni di Chutes to Narrow la competizione è aumentata. Ma lui se la cava benissimo. Il sound è attualizzato. Tutti vogliono i synth e allora ecco i synth. Tornano di moda gli anni&#8217;90? (dovrebebro essere prossimi visto che gli ottanta, i settanta e i sessanta sono stati abbondantemente spremuti) e via con il pop rock più da classifica. In alcuni momenti di Port of Morrow gli esperimenti non sono così buoni come in The Rifle&#8217;s Spiral o Simple Song, ma possiamo più che accontentarci, anche perchè ad averne di canzoni come quelle degli Shins e, anche se banalmente, c&#8217;è sempre da dire: ad averne di voci come quella di James. </p>
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		<title>Lonerism &#8211; Tame Impala</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 18:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una festa psicadelica. Il rischio è che il disco sia interamente una citazione beatlesiana. Fosse un omaggio al 50nario avrebbe funzionato, ma avrebbe fatto meno notizia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">V’è capitato mai di incontrare una  persona simpatica, affascinante, intelligente, insomma che ha tutte le carte in regola, ma per un motivo che non riuscite a spiegarvi proprio non vi sta addosso? Ecco questo disco è così. E’ bellissimo ma può non piacere. Trasmette ansia, ma questo è l’obiettivo; sembra un discorso a singhiozzi, ma questo era l’intento. Ha un suo continuum, ma non è detto poi che se una canzone ti piaccia, la successiva sia altrettanto di tuo gusto. Questo in realtà è il motivo per cui Lonerism dei Tame Impala  è solo in sedicesima posizione, nella classifica Best Album 2012. Il fatto che sia tra i primi venti invece è giustificato dall’essere praticamente perfetto. Psicadelia, come vuole il 2012 in cui  l’ingrediente elettronico è ovunque. La tendenza dell’anno è dubstep ma , chi si occupa di rock, se non ha impastato il tutto con il dubstep allora l’ha fatto con le sonorità rinnovate tipiche degli anni ’70. Non sono i Doors, non sono Jefferson Airplane; sono più i Pink Floyd di Syd Barrett ma soprattutto sono i Beatles più all&#8217;avanguardia. Lo sono talmente tanto che  a volte mentre ascolti il disco, ti viene il dubbio che iTunes abbia per sbaglio saltato all’album successivo, passando a un inedito dei Beatles.  Ci sono comunque piaciuti più di Innerspeaker il loro primo lavoro.  Il rischio è che il disco sia interamente una citazione beatlesiana. Fosse un omaggio al cinquantenario sarebbe andato pure bene, ma messa in quel modo avrebbe fatto molto meno notizia. </p>
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		<title>Wasabi Tv</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 17:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Tv di Wasabiradio è attiva esclusivamente durante le dirette. Ti consente così di seguire i programmi condotti dai nostri dj anche in video! All&#8217;apertura di questa pagina dovresti già aver visualizzato il player video in un pop-up. Nel caso in cui il tuo browser l&#8217;abbia bloccato, puoi fare un click sulla Tv qui in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Tv di Wasabiradio è attiva esclusivamente durante le dirette. Ti consente così di seguire i programmi condotti dai nostri dj anche in video! All&#8217;apertura di questa pagina dovresti già aver visualizzato il player video in un pop-up. Nel caso in cui il tuo browser l&#8217;abbia bloccato, puoi fare un click sulla Tv qui in basso<br />
</p>
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		<title>An Awesome Wave &#8211; Alt-J</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 17:36:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[An Awsome Wave  è il sunto del 2012. Cinque anni per trovare la formula matematica del passaggio all'era dell'Acquario. Gli Alt-J sono quattro nerd. Meno male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Eccoci qua , doveva arrivare questo momento. Il momento della band rivelazione, dell’anno. Arriva il Mercury Prize a dirci che loro sono il 2012, infatti se da qui in poi ogni album in questa classifica ha ragion d’essere ciascuna a modo suo, per il suo genere, indipendentemente dal periodo di uscita, quest’album è il sunto del 2012. I quattro ragazzi di Cambridge hanno fatto tutto da copione, nel vero senso della parola. Intanto si sono laureati, hanno studiato chi letteratura chi belle arti, poi hanno deciso di metter su la band. Cinque anni per trovare la formula matematica di questo disco. E’ il 2012, si entra nell’età del’Acquario, l’universo si trasforma, è l’alba di un nuovo ciclo, di un nuovo mondo. Matematicamente parlando l’uso della lettera Delta in Greco sintetizza il concetto di trasformazione, informaticamente parlando la lettera Delta con la tastiera è il risultato della combinazione Alt-J. Ingegnoso eh? Già detto ciò appare chiara una cosa: Gli Alt-J sono quattro nerd. Di quelli che un tempo venivano disegnati nell‘ immaginario collettivo come secchioni occhialuti senza amici e senza donne. Quelli che oggi sono, nel campus,  i ragazzi più trendy, sexy, interessanti e creativi. Cosa sia cambiato dagli anni ’80 a oggi è chiaro: web, tecnologia  e matematica sono legati alle forme d’arte più apprezzate al mondo, cioè la musica e le applicazioni per l’iPhone. Soprattutto le applicazioni per l’iPhone, ma anche la musica richiede spesso lo stesso impiego di formule. Cinque anni per un lavoro, fa pensare che i teoremi siano stati applicati tutti, i test effettuati, e le dimostrazioni inverse abbiano confermato l’assioma. Chitarre, voci, basso, tastiera e batteria, sono gli stessi del rock’n’roll, ma qua funzionano in modo diverso. E’ un altro rock’n’roll questo, dove a unirsi non sono folk, bluegrass, country, e soul, ma: musica classica, musica elettronica, trip  hop, post rock, folk, shoegaze, pop, rock bass, ennio morricone, e una buona dose di Franco Battiato. Sia Morricone che Battiato  si troveranno inizialmente un po’ sperduti nel frastuono di questa Babele, ma dopo poco sguazzeranno nel sound del 2012 come Alice nel Paese delle Meraviglie tra i Palmipedoni. Un disco meraviglioso, da stare quasi in prima posizione in questa Best Album 2012, se non fosse per Fiona Apple prima di tutto  e poi  per il fatto che questa è l’Italia, non il Paese delle Meraviglie e quindi ancora non siamo pronti. Onestamente, non siamo pronti. E’ troppo bello questo album per noi che amiamo ancora la New Wave. Quando ci passerà non vorremo altro che An Awesome Wave.</p>
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		<title>Best Albums 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2012 14:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[i migliori 20 albums del 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[I 20 albums dell'anno secondo Wasabi Radio, in ordine sparso ma non troppo. Invertibile in relazione ai gusti, incontrovertibile nelle scelte. Democratico ma assiomatico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">E&#8217; stata dura. Come al solito. Coltelli, forchette, oggetti contundenti e armi improprie erano state per fortuna preventivamente consegnate e nascoste alla vista di chiunque volesse assolutamente imporre il suo titolo. Non paghi di dubbi e litigi interni ci siamo avvalsi di consulenze esterne, e fermi agli angoli delle strade abbiamo chiesto titoli ai passanti.Si contano tre feriti e qualche cuore spezzato, ma infine queste 20 posizioni non mettono d&#8217;accordo nessuno. Nel senso che l&#8217;unico modo per essere democratici era non far felice nessuno in particolare. Per questo, se volete, potete ribaltare completamente l&#8217;ordine della classifica, affermando anche voi che il 2012 è stato l&#8217;anno dell&#8217;R&#038;B e del dubstep insieme. Ma più R&#038;B. No, più Dubstep. O magari togliere Fiona dal trono e sottolineare come maggior spazio merita chi invece ha saputo guardare all&#8217;elettronica pure restando nel rock. Qualcuno inorridirà davanti a concessioni per amor pregresso, come nel caso dei Vaccines, e altri si chiederanno come si puo&#8217; confrontare Bruce Springsteen con chiunque altro al mondo, soprattutto se ha meno di un anno di carriera. Infine ci perdonerà Bob Dylan, mentre Leonard Cohen non ce lo perdonerà mai. E per favore, non ricominciamo con la storia delle Celebrazioni Led Zeppeliane o Beatlesiane: i migliori del 2012 sono quelli che prima d&#8217;ora non s&#8217;erano mia sentiti, su. In fondo sono solo dischi. Anche se è già molto.<br />
Buone Feste a tutti da Wasabi Radio! </p>
<p>Best Albums 2012</p>
<p><a href="http://www.wasabiradio.com/fiona-apple-the-idler-wheel/" title="Fiona Apple: The Idler Wheel….">The Idler Wheel&#8230;</a>- <a href="http://www.wasabiradio.com/fiona-apple-the-idler-wheel/" title="Fiona Apple: The Idler Wheel….">Fiona Apple</a><br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/visions-grimes/" title="Visions – Grimes">Visions &#8211; Grimes</a><br />
Standing at The Sky’s Edge &#8211; Richard Hawley<br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/bloom-beach-house/" title="Bloom – Beach House">Bloom &#8211; Beach House</a><br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/alabama-shakes-hold-on/" title="Alabama Shakes: Hold On">Boys and Girls</a> &#8211; <a href="http://www.wasabiradio.com/alabama-shakes-hold-on/" title="Alabama Shakes: Hold On">Alabama Shakes</a><br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/wrecking-ball-bruce-springsteen/" title="Wrecking Ball – Bruce Springsteen">Wrecking Ball &#8211; Bruce Springsteen</a><br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/blunderbuss-jack-white/" title="Blunderbuss – Jack White">Blunderbuss &#8211; Jack White</a><br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/an-awsome-wave-alt-j/" title="An Awesome Wave – Alt-J">An Awesome Wave &#8211; Alt-j</a><br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/the-bravest-man-in-the-universe-bobby-womack/" title="The Bravest Man in The Universe – Bobby Womack">The Bravest Man in The Universe &#8211; Bobby Womack</a><br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/gossamer-passion-pit/" title="Gossamer – Passion Pit">Gossamer &#8211; Passion Pit</a><br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/port-of-morrow-the-shins/" title="Port Of Morrow  – The Shins">Port of Morrow &#8211; The Shins</a><br />
Given to The Wild &#8211; The Maccabees<br />
Swing lo Magellan &#8211; Dirty Projectors (pari merito con) Coexist &#8211; The XX<br />
Mature Themes &#8211; Ariel’s Pink Haunted Graffiti<br />
Enjoy it While it Last &#8211; Spector<br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/lonerism-tame-impala/" title="Lonerism – Tame Impala">Lonerism &#8211; Tame Impala</a><br />
<a href="http://www.wasabiradio.com/the-vaccines-come-of-age/" title="The Vaccines: Come of Age">Come of Age</a> &#8211;  <a href="http://www.wasabiradio.com/the-vaccines-come-of-age/" title="The Vaccines: Come of Age">The Vaccines</a><br />
Damon Albarn &#8211; Dr Dee<br />
Frank Ocean &#8211; Orange Channel<br />
Devotion &#8211; Jesse Ware</p>
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		<title>The Bravest Man in The Universe &#8211; Bobby Womack</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 17:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Damon Albarn contamina quel soul che nessuno avrebbe mai osato toccare, esattamente nel modo in cui serviva a Bobby Womack per sentirsi di nuovo in corsa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align ="justify">Questa è la storia dell&#8217;uomo più coraggioso dell&#8217;universo. Quindi è la storia di tutti gli uomini del 2012. Il mondo vive la sua crisi di mezz&#8217;età e con lui sprofondano sul divano davanti alla Tv, privi di stimoli, gli uomini di tutte le generazioni. Ma per dare un nome a quest&#8217;uomo qui lo chiameremo Bobby. Bobby Womack. Una vita di eccessi, soul, passione, musica, rock&#8217;n'roll, chitarre, droga, classifiche e successi. Bobby non faceva uscire un disco col suo nome stampato sopra da diciotto anni. Sua figlia GinaRe lo guardava diventare sempre più triste. La stessa musica che gli aveva tolto l&#8217;anima a forza di scrivere canzoni, ora era andata via. Puff, semplicemente sparita. Fin quando un altro uomo più coraggioso dell&#8217;universo gli telefona. Damon. E Bobby torna in studio, presta la voce a quell&#8217;idea di Damon e si lascia convincere a partire in tourneè con i Gorillaz. Se non è coraggio questo! Un giorno, mentre viaggiava sul pullman in tour,Bobby aveva chiesto all&#8217;improvviso all&#8217;autista di fermarsi. Era sceso , aveva recuperato la sua chitarra dal bagagliaio, un bloc notes e aveva iniziato a scrivere canzoni. Proprio lì sul pullman. In studio lui e Damon, finito il tour,  ci erano andati ogni giorno, e ogni giorno era uscita una nuova canzone. Ed ecco l&#8217;album. Un album in cui al primo ascolto Bobby sembra essere una comparsa. Ma, subito dopo,  viene da pensare che lui stesso l&#8217;abbia immaginato così. &#8220;Insomma, sono canzoni di sempre, e cantate dalla mia voce, potrebbero essere state scritte troppi anni fa&#8221; deve aver pensato. &#8220;Quindi ecco, Damon, pensaci tu, facciamole diventare canzoni di questa crisi di mezza età del mondo. Che&#8217; se fossero gli anni &#8217;70 sarebbero le canzoni della crisi adolescenziale del mondo&#8221;. Damon che vive una crisi di mezza età da quando è nato probabilmente, deve aver capito l&#8217;esigenza ancora prima che gli venisse dichiarata, altrimenti non avrebbe chiamato Bobby l&#8217;anno prima per farlo lavorare a Plastic Beach. Così scrive due tre fraseggi divertenti  da infilare qui e lì, per quel tocco inglese indispensabile, arrangia  ruvido  col synth tra i violoncelli, e fa stare lì in alto, davanti a tutto quel pianoforte così commovente. Contamina quel soul che nessuno avrebbe mai osato toccare, esattamente nel modo in cui serviva a Bobby, per sentirsi di nuovo in corsa. E&#8217; dubstep per forza, perchè il 2012 è dubstep. Ed è anche Lana del Rey il 2012. Per questo in quelle piccole occasioni lasciate nel disco di strizzare l&#8217;occhio al passato, non era giusto che ci fosse Bobby, ma piuttosto una voce nuova che imita il passato. Il nuovo, la crisi di mezz&#8217;età è qui, è vera, è prepotente ed è meraviglioso che ce la racconti qualcuno che il passato non ha bisogno di imitarlo e non ne sente neanche nostalgia. E&#8217; solo anima. Soul, la chiamano così ancora oggi. </p>
<p>Best Album 2012 #9<br />
voto 6.8/10</p>
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		<title>Gossamer &#8211; Passion Pit</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 15:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Best 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[E' il secondo disco  in cui gli americani Passion Pit tentano di far contenti tutti. Addetti ai lavori, critica, maniaci dell'indie e maniaci dello zapping radiofonico. "Uh bella, questa! Cos'è? Lascia lascia che mi piace il ritornello."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">It&#8217;s Not My Fault, I&#8217;M Happy. Non è colpa mia, oh, sono felice, che vuoi farci? Scusami se il mondo va a rotoli, se c&#8217;è poco da stare allegri. La crisi, i governi fantocci, le disparità sociali, la mancanza di sostanza nelle produzioni artistiche, il trionfo della forma sul contenuto, insomma, lo so, ma io voglio starmene qui a guardare il cielo. Ecco, scusa. E&#8217; il secondo disco  in cui gli americani Passion Pit tentano di far contenti tutti. Addetti ai lavori, critica, maniaci dell&#8217;indie e maniaci dello zapping radiofonico. &#8220;Uh bella, questa! Cos&#8217;è? Lascia lascia che mi piace il ritornello.&#8221; Cosa c&#8217;è di male ad essere pop, in fondo? Se poi si riesce a trovare il giusto equilibrio tra il ritmo frenetico delle sonorità elettroniche, strizzando l&#8217;occhio alla dance;  la melodia avvolgente di una canzone da classifica che parla d&#8217;amore, facendo ciao ciao con la manina ai maniaci della tristezza low-fi; i colori pastello e &#8220;instagram&#8221; tipici dell&#8217;indie americano degli ultimi due anni, muovendo la testolina per piacere pure alle ragazze; insomma se si trova il buon gusto nel gusto moderno, che male c&#8217;è? Gossamer è una buona prova del quintetto americano, la giusta continuazione di Manners, quel sapore anni &#8217;80, perfettamente inserito a condire un duemila in cui le citazioni non sono citazioni, sono effettivamente parti di un tutto. Quel che ne esce è qualcosa di nuovo direbbe qualcuno. Meno male, credevamo fosse il solito pastrocchio, invece funziona. </p>
<p>Best Album 2012 #10<br />
voto: 6.8/10</p>
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		<title>Blunderbuss &#8211; Jack White</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 15:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La cosa più divertente ascoltata quest'anno. Un gioco che diventa serissimo. Un idolo del rock'n'roll. Neanche Elvis cantando Hound Dog aveva osato tanto. O Quasi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Immaginatevi il vecchietto con i baffoni e il cappello a tesa larga dei cartoni animati. &#8220;Ai tempi del vecchio west sparavamo con questo  fucile arrugginito. Boia d&#8217;un cowboy, se sparava forte.  Ragazzi che notti , quelle ad aspettare il nemico!  Suona la tua armonica, vecchio Joe,  ricordami dei tempi andati&#8221;. Gliel&#8217;avete messa la sigaretta ciancicata tra i denti? E la voce roca, tirata allungando le vocali? Bene, ora prendete il vecchio fucile del simpatico country-man , il suo Blunderbuss appunto, e collegatelo alla Wii per sparare al nemico, ascoltandovi un disco di musica elettronica, però suonato dai Led Zeppelin, mentre siete vestiti come Fred Buscaglione.  Ecco, benvenuti nel film di Jack White. Country, jazz, blues, rock&#8217;n'roll. Hard Rock, sonorità electro, settanta e sessanta come se piovesse,  mischiate a voci suadenti come quella della bellissima Amanfu. Un cocktail impensabile e micidiale, ma non con un ingrediente per ogni canzone, piuttosto come se si fosse messo tutto nel frullatore e lo si fosse azionato lasciandolo aperto. Il risultato è un&#8217;apocalisse in cucina, che misteriosamente funziona. La cosa più divertente ascoltata quest&#8217;anno. Un gioco che diventa serissimo. Un idolo del rock&#8217;n'roll. Neanche Elvis cantando Hound Dog aveva osato tanto. O Quasi.</p>
<p>Best Album 2012 #7<br />
Voto 7.5/10</p>
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		<title>Wrecking Ball &#8211; Bruce Springsteen</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 14:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Wasabi Radio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensione bruce springsteen]]></category>
		<category><![CDATA[Wasabi Radio]]></category>
		<category><![CDATA[wrecking ball]]></category>

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		<description><![CDATA[Era nato come un disco folk questo manifesto di riscatto e urlo di ribellione. Lui e la sua chitarra, con la E-Street band un po’ in disparte. Ma tirato fuori l'impeto alla Born To Run, pur nel tentativo di recuperare quelle note scure di Nebraska, la sua chitarra da sola non bastava più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">In marzo, con la primavera e la voglia di tornare a fiorire Bruce Springsteen ricorda al mondo, e forse ancor prima a sè stesso che per rinascere bisogna prima morire e che per ricostruire bisogna prima buttar giù quel che rimane. Sono stati anni duri per l’America, per il mondo. Lo sono ancora e l’unica cosa che abbiamo potuto fare è aggrapparci a quello spiraglio di speranza che restava tra le crepe di un mondo in frantumi. Ecco perchè prima Magic e poi Working On A Dream erano inviti a continuare, a resistere a sperare in un domani che sarebbe arrivato presto. Ma ad un certo punto, bisogna pure  dire basta. Basta. Adesso è il momento di arrabbiarsi, di abbattere quel che resta, di fare tabula rasa. Era nato come un disco folk questo manifesto di riscatto e urlo di ribellione. Lui e la sua chitarra, con la E-Street band un po’ in disparte. L’aveva fatto sospettare Little Steven che aveva detto durante un’intervista in radio “Forse il Boss sta pensando ad un disco da solista”. In effetti, presentando Wrecking Ball, aveva ammesso di aver bisogno di leccarsi un po’ le ferite, ritornando a scrivere cose che avessero quel sapore scuro di Nebraska. E invece, con un guizzo, l’impeto è stato quello di Born To Run. Almeno per il primo singolo, che anche se fa sospettare l’orgoglio di Born in The USA, denuncia e solleva questioni. Così anche le corde della sua chitarra non erano più sufficienti , da sole, alla festa della rivoluzione. E se in Working On A Dream la speranza del futuro poggiava sulle citazioni di quegli anni ’60 tanto importanti fino ieri per il futuro dell’America o del mondo (sempre più spesso sono la stessa cosa), oggi no. Oggi la radice è il folk irlandese, perchè solo con il recupero di ciò che non passa, delle basi vere, si distrugge quel che c’è stato nel mezzo per tornare ad una nuova primavera. Death To My Hometown. Questo è il senso. Le parole sono solo il movente, è la musica il delitto. E’ la musica che colpisce, che porta quel pugno allo stomaco che fa alzare in piedi negli stadi, così come in strada, applaudendo ad ogni nuovo modo di gridare, dalla danza irlandese, alla ballata d’amore, dal rock serrato al gospel, in un viaggio americano che comunque alla fine, non riesce a rinunciare quel sogno dei padri fondatori. La terra del sogno e delle speranze. Non lo sarà allo stesso modo in futuro forse, ma un po’ nel profondo per tutti noi, lo resterà sempre. </p>
<p>Best Album 2012 #6<br />
Voto 7.8/10</p>
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